CHIEDO AL SIGNORE
Un racconto di Annamaria Marincovich
Le manine congiunte in preghiera, tanta tristezza in quei occhioni color cielo, pregava.
Ero sorpreso dalla presenza di quel bimbo, che giaceva mormorando da solo davanti all’altare. Mi avvicinai, lentamente, m’inchinai per essere alla sua altezza e gli chiesi: “sei solo? chi stai pregando?”. Lentamente si girò e mi guardò, come se avessi interrotto qualcosa di molto importante, e mi rispose: “con il Signore Iddio.” “Vuoi, che lo facciamo insieme?”. Rispose: “Anche tu compi gli anni oggi? Io sono qua, perché mia mamma mi ha detto che, essendo il mio compleanno, potevo chiedere un regalo e che mi sarebbe stato concesso. Ma è tanto tempo che aspetto e non ricevo risposta”.
“Posso chiederti, che cosa hai chiesto? Forse potrei aiutarti”. Nuovamente il bimbo distolse lo sguardo dal Crocifisso e indicandolo disse: “Tu lo conosci? Hai parlato qualche volta con Lui?” Vada la mia sorpresa! Mi vidi nel obbligo di rispondere: “Personalmente non lo conosco, ma sì, parlo molto spesso con Lui, chiedo e ringrazio per gli aiuti che mi dà”..
“Devo essermi sbagliato”, riprese il bimbo, “a me non risponde. Cosa devo fare? Forse mi sono sbagliato di altare, meglio che vada in quello più grande, forse mi sentirà”. A questo punto, quasi non osai parlare, un nodo nella gola mi fece esitare nella mia risposta. Il bimbo mi prese per mano e, quasi con forza, mi condusse verso l’altare Maggiore. “Forse il Signore non mi sente perché sono piccolo; allora ti racconterò cosa chiedo, così forse, essendo tu più grande, questa volta otterrò la risposta”.
“Su vieni”, mi disse, “inginocchiati vicino a me, così avremo più forza”. Mi inginocchiai e gli domandai: “cosa dobbiamo chiedere?” Mi si avvicinò e quasi mi sussurrò all’orecchio: “devi chiedere che mio papà ritorni a casa con noi, perché è da tanto che lo aspettiamo e mia mamma sempre piange per la sua assenza”. Incuriosito, gli domandai: “Ma dove è andato il tuo papà?”
“Non lo sappiamo, neppure i nonni lo sanno; mi hanno detto solo un nome, che mi sembra sia di un paese, si chiama Foiba. Tu lo conosci? É molto lontano? Ci voglio andare e riportare a casa il mio papà, così saremo nuovamente felici tutti insieme. Mi aiuterai?”.
ANNAMARIA MARINCOVICH, Gruppo Esuli ed Emigrati Giuliani – Buenos Aires