UN RACCONTO DI KATHY BERNARDI (NATA ZLOBEC)
Mio padre, Liubo Zlobec, nacque a Trieste; mia madre Angela a Pola (Istria) e si trasferì a Rovigno subito dopo la sua nascita. Si conobbero in Istria tramite una zia paterna che viveva lì e si trasferirono a Trieste il giorno del loro matrimonio, nel 1945.
A Trieste, mio padre lavorò in una gastronomia (Salumeria) fino a quando il figlio del proprietario non raggiunse l’età lavorativa. Fu allora che iniziarono le preoccupazioni finanziarie dei miei genitori, poiché mia madre non lavorò mai dopo la mia nascita. Questo evento coincise con la cessione della città e dintorni da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Fu allora che venne presa la decisione di migrare. Poiché mio padre fu ferito durante la guerra, non aveva la garanzia di poter lavorare, per cui non risultava idoneo a emigrare in Australia. Fortunatamente un cugino, emigrato nel 1954, poté garantire per noi tre. La nostra partenza avvenne nell’agosto del 1956, avevo dieci anni.
I miei genitori non ebbero rimpianti per la loro scelta di venire ad Adelaide. A differenza dei migranti assistiti che trascorrevano il loro tempo nei centri di accoglienza per migranti, riuscirono a trovare un alloggio in affitto, un lavoro e dopo 8 anni acquistarono una casa di proprietà. Espressero solo il desiderio di tornare a Trieste per rivedere parenti e amici: hanno realizzato quel sogno dopo 17 anni.
Io sono felice in Australia, ho abbracciato la sua cultura e il suo stile di vita, ma sono molto orgogliosa delle mie origini triestine.
TESTO ORIGINALE:
“My father, Liubo Zlobec was born in Trieste, while my mother, Angela, was born in Pola, Istria, and moved to Rovigno soon after her birth. My parents met in Istria through a paternal aunt who lived there. They moved to Trieste on their wedding day in 1945.
In Trieste, my father worked in a Delicatessen (Salumeria) until the proprietor’s son reached working age. That’s when my parents’ financial concerns began, as my mother never worked after I was born. This event coincided with the factthat the United Nations Security Council handed the city, and surroundings, to Italy. That’s when the decision to migrate had been made.
As my father was wounded during the war, he was not eligible to migrate to Australia as an assisted migrant. Fortunately, a cousin who had migrated in 1954 was able to act as sponsor for the three of us. Our departure was in August 1956 when I was ten years old.
My parents had no regrets about their choice to come to Adelaide. Unlike assisted migrants who spent time in Migrant Reception Centres, rental accommodation had been organised, they found work, and after 8 years they purchased their ownhome. They only expressed a desire to return to Trieste to see relatives and friends. They fulfilled that dream after 17 years. To conclude, I am happy in Australia, I have embraced the Australian culture and lifestyle, yet I am very proud of my Triestine background.”
KATHY BERNARDI, Alabarda Sports & Social Club