DINA E MARIO

Un racconto di Annamaria Marincovich

 

Dina Froglia, in Bernardi, era la figliastra di zia Anna. Chiederete, o direte “molto piacere, ma chi era la zia Anna?” Pian pianin. La zia Anna era la signora che, finite le scale per andare dal Acquedotto da  Blau, preparava i nostri boni “capuzi garbi”. Sicuro che la muleria de Scojeto e Acquedotto la ricorderanno, essendo che, quando si passava di lá, mettevamo le mani nelle botti di legno dove c’erano i capuzi (no sicuramente per accarezzarli) e si sentiva la sua voce dire: “Vardé muleria sporca, che ve gó visto! Piutosto se volé capuzi: domandeli che ve li daró”. Nulla da fare! Erano più buoni quelli presi de sconton.

E dove vivevano queste persone? Nell’ultima casa del monte Calvario, meglio conosciuto come “el monte Gua”. Aveva due fratelli gemelli: Boris e Danilo. Danilo lavorava con lo zio Mesaros nell’officina meccanica, dietro ai Bagni Ilona. Il papà di Dina, Natale Froglia, aveva la macelleria nel Mercato.

Mario Bernardi, marito di Dina, viveva in via Bonarotti n. 1, nella stessa casa in cui visse Rina Jelacich, uccisa dai tedeschi. A Fiume lavorò nel Silurificio e l’ultimo lavoro in Argentina fu come tecnico nella Commissione Nazionale Energia Atomica. Un giorno Dina espresse il desiderio di rivedere la sua Fiume ancora una volta. A Dina erano state amputate entrambe le gambe in un anno e, sapendo del suo delicato stato di salute, scrissi al dott. Guido Salvi, spiegando la situazione e chiedendo il favore di aiutare Dina attraverso il “soggiorno anziani”.

Arrivò una chiamata immediata da parte del segretario Alfredo Princich, che non solo assicurò il soggiorno alla signora Dina, ma anche  al marito. Alcuni si chiederanno il perché di questo ricordo dopo tanti anni..  Si potranno avere mille dubbi, mille discrepanze che poi si chiariscono ma quando ci sono atti come questo, non bisogna dimenticarli mai. Per l’Associazione Giuliani nel Mondo di Trieste, per  il dott. Salvi e il segretario Princich un grazie per sempre.  

Dina e Mario, nei bellissimi paesaggi di Abbazia, durante il soggiorno anziani (1989)

ANNAMARIA MARINCOVICH, Gruppo Esuli ed Emigrati Giuliani – Buenos Aires