COME ERA LA MIA CITTÀ, FIUME
Memoria di Annamaria Marincovich
Una città piena di vita e, come scrissi anteriormente, i cittadini vivevano in armonia con tutte le razze e religioni. Era una città industriale e commerciale molto importante.
Dal fondo dell’Acquedotto sorgeva la Cantiera; il seccatoio delle trippe per salumi; il Macello; la Fonderia di Luigi Cussar; la fabbrica di sapone “Leiva”; il Pastificio Viezil; le Officine meccaniche navali di Matteo Skull; varie Distillerie e fabbriche di liquori; la Fabbrica dei sifoni e “passerete con le spigole dentro”; la Fabbrica del cioccolato; la Manifattura Tabacchi; la Raffineria oli Minerali Romsa; i Cantieri navali; le varie Industrie del legno; la Spremitura di oli vegetali; la Cementizia”; lo Stabilimento dei prodotti chimici; la Fabbrica di Birra Litorale; lo Stabilimento per macinare le droghe; lo Stabilimento di prodotti chimici; la Fabbrica palchetti.
20 alberghi; 5 giornali; 5 molini a vento; 22 spedizionieri.
Qui, viene uno dei più importante stabilimenti: Il Silurificio. Perché è importante? Perché in lui, l’inglese Whitehead ed il fiumano G. B. Luppis, crearono il 1º siluro nel mondo (1860). I primi compratori furono i giapponesi nel 1904-1905, mentre erano in guerra con la Russia.
Un paio di anni fa mia sorella Marina andò in visita alla nave scuola argentina “Domingo Sarmiento”, adibita poi a Museo Navale, e scoprì fra le armi e proiettili “il siluro fiumano” fatto a Fiume. Ho desiderato farvelo sapere, perché il famoso siluro è proprio qui, nel porto Buenos Aires – Argentina.
É un pezzo distruttivo, è vero. Però, quando andrò a toccarlo, sentirò un poco della mia città perduta, ma mai dimenticata.
ANNAMARIA MARINCOVICH, Gruppo Esuli ed Emigrati Giuliani – Buenos Aires