La vicepresidente Pamela Rabaccio alle celebrazioni per il 70° della tragedia di Marcinelle

“È stato un piacere e un onore aprire ieri, a Marcinelle, in Belgio, l’incontro dedicato al 70° anniversario della tragedia della miniera del Bois du Cazier, una ferita della nostra storia che, a distanza di settant’anni, non dobbiamo dimenticare”. Sono queste le parole della vicepresidente Pamela Rabaccio, che oggi partecipa, in rappresentanza dell’AGM, alle cerimonie ufficiali organizzate sul sito della miniera, diventato museo e dal 2012 anche patrimonio dell’umanità.

L’8 agosto 1956, 262 minatori persero la vita, tra loro anche 136 italiani e diversi corregionali del Friuli Venezia Giulia. Erano uomini partiti dalla nostra terra alla ricerca di lavoro e di un futuro migliore per sé e per le proprie famiglie.

Marcinelle non è soltanto una tragedia del passato: è una storia di sacrificio, di lavoro e di dignità, ma anche un monito contro lo sfruttamento dell’emigrazione. Anche Trieste e l’area giuliana sono terre profondamente segnate dalle storie di chi è partito, di chi ha attraversato confini e costruito la propria vita lontano dalla propria terra, portando con sé le proprie radici. Per questo è fondamentale che le associazioni dei corregionali del Friuli Venezia Giulia continuino a collaborare e a fare rete. Perché custodire la memoria significa anche costruire ponti tra le nostre comunità e le nuove generazioni. Le distanze possono separare le persone, ma non possono cancellare le radici.

“Come AGM siamo quindi felici di aver contribuito a realizzare questo progetto e ringrazio di cuore tutte le associazioni, le istituzioni, i relatori che hanno aderito all’evento. In particolare desidero ringraziare il presidente dell’Eraple, Cesare Costantini, al quale va il merito di aver ideato l’iniziativa in corso, così come alla Regione FVG, ed in particolare all’assessore Pierpaolo Roberti, per averla sostenuta con convinzione” ha continuato Rabaccio.

È stato anche portato il messaggio del presidente Giorgio Perini che tra l’altro ha ricordato Domenico Lenarduzzi, purtroppo scomparso, friulano, figlio di minatore, che per le sue doti era arrivato ai vertici della Commissione europea (ed è stato uno dei padri del programma “Erasmus”), ed è intervenuto anche Giulio Groppi, presidente del circolo AGM di Bruxelles.

“Ricordare non significa soltanto guardare indietro. Significa fare in modo che ciò che è accaduto continui a insegnarci qualcosa per il futuro!”.