“Concerto del Ricordo”: Tante emozioni nella splendida mattinata al Conservatorio Tartini

Si è tenuto questa mattina, al Conservatorio Tartini di via Ghega 12 a Trieste, il “Concerto del Ricordo”, l’ultimo degli eventi di quest’anno, a livello locale, per commemorare la tragedia delle foibe e il dramma degli esuli (domani, a Buenos Aires, si concluderanno invece le manifestazioni in ambito internazionale).
Organizzato dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Trieste in collaborazione con l’Associazione Giuliani nel Mondo, la Lega Nazionale e l’Associazione delle Comunità Istriane e con il patrocinio della Federesuli, la mattinata si è aperta con la riproposizione, in video, dell’inno d’Italia eseguito il 10 febbraio scorso nell’Aula di Montecitorio dall’Orchestra d’archi del Conservatorio giuliano.
A seguire, coordinati dal presidente dell’ANVGD, Renzo Codarin, si sono susseguiti sul palco gli interventi del numero uno dell’AGM, Giorgio Perini, accompagnato alla cerimonia dalla vicepresidente Pamela Rabaccio, dal tesoriere Lorenzo Pieri e dalla consigliera Gianna Zolia, e del “collega” dell’Associazione delle Comunità Istriane, Giorgio Tessarolo.
Il momento più toccante, oltre alla splendida esibizione al pianoforte di Jacopo Giuliani con i capolavori di Franz Liszt “Transcendental Etude n° 11 Harmonies du Soir” e di Liszt/Wagner “Isolde’s Liebestod” (Morte di Isotta), è stato l’intervento di Toni Concina, esule da Zara, che per tutta la vita ha lottato instancabilmente per salvaguardare la memoria e tramandare alle giovani generazioni la storia di un popolo che ha dovuto abbandonare i propri beni, i propri affetti e le proprie tradizioni. Concina, presidente onorario dell’Associazione Dalmati nel Mondo, era stato protagonista, il 10 febbraio a Montecitorio, di un discorso che aveva ricevuto una standing ovation bipartisan da tutto l’Emiciclo per la sua capacità di ricordare le tragedie del confine orientale con l’obiettivo di costruire un futuro di pace e comunanza fra i popoli, all’interno di un’Europa che deve aiutarci a superare le diffidenze e a guardare al futuro con ottimismo.
C’è stato spazio, al termine della cerimonia, anche per un ricordo del Beato Francesco Giovanni Bonifacio, un vero esempio di rettitudine morale, e per l’Inno alla Gioia, eseguito anch’esso il mese scorso a Roma dagli allievi del Tartini.
Il modo migliore per concludere una giornata di ricordi, emozioni e commozione, con la speranza che queste brutte pagine di storia non accadano mai più e che l’odio e il rancore fra i popoli, quantomeno nella nostra “vecchia” Europa, appartengano ormai al passato.